lunedì 5 marzo 2007

A scanner darkly

Succede spesso (troppo spesso) che gli sceneggiatori delle major di Hollywood in crisi di idee peschino qualche buona storia dall'enorme produzione di Philip K. Dick, il più grande scrittore di fantascienza del secolo scorso (dato di fatto), uno dei migliori scrittori "punto e basta" del secolo scorso (per il sottoscritto, giudizio sul quale sono pronto al più serrato confronto).

Orbene, nel 75% dei casi, i film tratti dai racconti di Dick possono essere raggruppati sotto due enormi categorie:

  1. bei film, ma poco e nulla a che fare con l'originale, soprattutto con l'atmosfera dell'originale cartaceo (vedi "Minority report" di Spielberg con l'ottavo nano Tom Cruise)
  2. cazzate di dimensioni fotoniche, che oltrepassano il ridicolo per finire in un territorio ignoto dello scibile umano, film nel quale l'unico elemento di "fantascienza" è che il regista faccia quel mestiere e non lo spazzino (vedi "Paycheck")

Sfuggono a questa dicotomia alcune perle che, pur adeguando i racconti dai quali traggono spunto al linguaggio cinematografico (come è ovvio e giusto che sia), non perdono l'alone di vera e propria perfezione che Dick sapeva ricreare nella maggior parte dei propri scritti.
Parlo di "Blade runner", di "Atto di forza" (che tutti e dico tutti ricordano solo per la tipa con le 3 tette, ma c'era molto altro da conservare) e... A scanner darkly.

Il film, che al cinema è stato un flop assoluto, è veramente imperdibile per chiunque ami Dick o la fantascienza in generale. Ovvio che, se considerate la trama di "Natale a New York" complessa, meglio che non andiate nemmeno a noleggiare il dvd che rischiate un'emicrania solo con il menù iniziale.

Per gli altri, ovvero quelli non ancora del tutto lobotimizzati, la visione di questo gioiellino sarà un vero e proprio piacere sia per gli occhi (che fotografia!) sia per il cervello (la trama, ma anche i dialoghi, sono ben sopra il limite consentito di finezza sancito da Hollywood negli ultimi anni).

Ultima nota, che dire di più non sarebbe che dannoso e inutile: a produrre il movie sono Sodebergh e Clooney, l'ennesima conferma che il buon vecchio George è veramente uno dei migliori uomini di cinema sulla piazza.

Allarme Checkmessenger.net

Si sa, le bufale di internet sono per lo più endemiche: compaiono, fanno quanti più danni riescono a fare, e poi lentamente si dissolvono, ma non scompaiono mica! Rimangono lì latenti fino a quando, passati pochi anni o addirittura pochi mesi, si ripresentano (tali quali o leggermente modificati) a danno dei navigatori meno corazzati, vuoi per ignoranza, vuoi per mancanza di esperienza.

E' questo il caso di Checkmessenger.net, un servizio gratuito che propone di farvi sapere quali contatti msn vi hanno bloccato. Ora, se io andassi a proporre questo a una persona non eccessivamente dabbene, dicendo "Mi daresti il tuo user e la tua password di msn così ti dico chi ti ha bloccato?", dubito di avere molto successo. In vece, è sufficiente un'interfaccia carina, con stili estremamente “messengerosi”, perchè ci caschi un gran numero di navigatori.

Cosa fa dunque questo sito? Chiede username e password, per poi iniziare a inviare spam a tutti i contatti msn. E probabilmente fa anche qualcos'altro, tenendo conto che dispone, almeno fino a che uno non la cambia, del nome utente e della password. Ebbene, a questo punto è sconcertante il commento di molti utenti gabbati: "E alla fine non funziona nemmeno, non dice neanche chi ti ha bloccato". Come se il furto d'identità virtuale, l'appropriazione degli indirizzi dei propri amici e conoscenti al fine di inviare loro messaggi certamente non desiderati, fosse un prezzo giusto da corrispondere in caso il servizio funzionasse davvero...

Andando oltre il mero problema informatico, ci si potrebbe chiedere perchè funzionano così bene queste truffe: è semplice, perchè vanno ad allettare le parti meno nobili dell'animo umano. La maggior parte ha a che fare con questioni economiche (vedi le sedicenti email dalla Nigeria, dal Congo, dal Sudamerica per portare via dei soldi da un conto morto... alcune delle quali sono delle opere letterarie veramente ammirevoli!), ma questa di Checkmessenger è più sottile, perchè fa leva sulla socialità a volte malata dell'homo sapiens sapiens: che piacere o interesse ci può essere nello scoprire chi ci ha bloccati su msn!

Come, non lo vedete? Quale orgasmo la prossima volta che incontreremo quell’amico di vecchia data, e sorridendo potremo dirgli "Deh! Ma ho scoperto che mi hai bloccato su messenger! Ecco perchè mi eri sparito!" quale tripudio e quale gioia immensa nel vedere la sua faccia per un attimo scomporsi, per poi iniziare un'ardua arrampicata su specchi...

Suvvia, non siamo sempre così morbosi, bloccarsi su msn è un sacrosanto diritto. Ed è altrettanto giusto che questi blocchi rimangano nella sfera della privacy.
Se tutti la pensassero così, Checkmessenger.net non avrebbe vita così facile.

Tommaso Bertolotti

Pacchetto Bersani: aboliti costi ricarica

sabato 3 marzo 2007

Cultura...


Opinioni e opzioni....

giovedì 1 marzo 2007

Condannato a 4 anni Kareem Amer

La notizia è di qualche giorno fa: Abdul Kareem Nabeel Suleiman, (Kareem Amer), il blogger egiziano reo di aver scritto giudizi contro il velo per le donne mussulmane e reo di aver criticato il presidente del suo paese (cosa normalissima in una nazione democratica), è stato condannato a quattro anni di prigione.

Brutta fine, sì. Quattro anni, quattro anni dell'adolescenza, in prigione.
Diventa così, secondo i dati di Reporters sans Frontières, il 60° cyberdissidente. Pensate che 50 sono solo in Cina (ma ben pensandoci, riflettendo sulla popolazione e le condizione della democrazia in quest'ultimo stato, immagino che siano ancora di più).

Egitto e Cina figurano rispettivamente al 133° e al 163° posto dell' Indice della libertà di stampa di RsF. E il problema è che, forse, ai governanti di questi Stati non interessa niente della libertà di stampa e della democrazia...

Primi benefici della Finanziaria...

...sì, per Baudo e la Hunziker!

Intanto, la coordinatrice dei precari calabresi Maria Donati scrive a Padoa-Schioppa: «Con i soldi che lo Stato italiano ha dato alla Hunziker almeno 50 di noi co.co.pro sarebbero stati stabilizzati a vita. Non vogliamo fare moralismi ma riteniamo che sia un vero schiaffo alla miseria». (fonte: Corriere della Sera)

W la RAI, coi capoccioni e gli operai (magari precari pure loro...)

Menti al Lavoro....


Ecco le migliori menti pavesi che preparano il nuovo numero di Inchiostro. E non solo.