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mercoledì 9 gennaio 2008

Beppe Alfano



L'8 gennaio 1993 cadeva, sotto i proiettili della mafia, il giornalista Giuseppe Aldo Felice Alfano.

martedì 23 ottobre 2007

Piccoli (grandi) giornalisti crescono

Inchiostro è da anni una fucina di talenti; una palestra per chi vuole provare a spiccare il volo verso nuovi lidi.

Eccovi l'ultima perla prodotta da un redattore per Peacereporter: "L'ultima occasione. A Istanbul riprende il processo Dink. Parla Etyen Mahcupyan, nuovo direttore di Agos".

L'Università si accorgerà della ricchezza di Inchiostro quando sarà riuscita a chiuderlo...

giovedì 27 settembre 2007

La mostra


Pavia: città di studenti, di antichi e famosi collegi e...di celebri professori universitari.
Immaginate la scena: piove, fa freddo, e la sede centrale dell'Università sembra essere lì apposta per accogliermi a braccia aperte. Beh, perché non fare un giro tra le aule e i cortili così ricchi di storia? Per me, futuro ingegnere, il palazzo di Strada Nuova è sempre stato un luogo un po' misterioso e labirintico, tutto da scoprire.

Questa volta, una locandina all'ingresso attira subito la mia attenzione: in questi giorni, fino al 30 settembre, all'interno della Biblioteca Universitaria, nella sala Teresiana, è presente una mostra dedicata a “La cultura tecnica all'Università di Pavia, matematici, ingegneri, architetti”. Come non visitarla?! L'esposizione consiste in una serie di bacheche in cui è possibile osservare libri e opere pubblicati da alcuni tra i più insigni professori del passato, ai quali la città ha voluto rendere omaggio.

Alcuni nomi? Cardano, per cominciare, a cui, tra l'altro, è dedicato l''omonimo collegio EdISU, ma anche Fontana, che è stato il primo direttore della Biblioteca Universitaria e, naturalmente, Alessandro Volta. E' interessante osservare i libri, per lo più di matematica e fisica, che i docenti hanno scritto nel corso degli anni: le pagine un po' ingiallite presentano belle illustrazioni, soprattutto in copertina, e sono senza dubbio molto diverse da quelle, perfette e lucide di stampa, che usiamo oggi. Però la mostra rappresenta un buon modo per avere un'idea degli intensi studi che hanno sicuramente caratterizzato la vita di questi professori, data la vasta produzione in fatto di testi didattici.

C'è anche una bacheca, a mio avviso, molto bella, dedicata all'esposizione di gessi didattici, raffiguranti per lo più capitelli: siamo nell'area dedicata agli architetti. Schizzi, prospetti e disegni abbondano sotto le vetrine, come pure altri nomi celebri che un universitario come me avrà senza dubbio sentito nominare o sentirà nel corso degli anni trascorsi qui a Pavia: ad esempio, Cattaneo e Felice Casorati. Ma questo è solo un assaggio dei tanti personaggi che trovano posto all'interno della mostra.

Il tempo passa davvero in fretta: come, è già finita? Un ultimo sguardo d'insieme, una firma sul libro dei visitatori e...via, ritorno in mezzo all'allegro caos di Strada Nuova.

IRENE STERPI

domenica 2 settembre 2007

RICONCILIAZIONE O VENDETTA?

“Inchiostro, il giornale degli studenti dell’Università di Pavia” in occasione della II edizione del Festival Internazionale dei Saperi presenta: “Riconciliazione o vendetta? Bulli - carcere – comunità”, ultima opera letteraria di Vincenzo Andraous.

Venerdì 7 settembre alle ore 17:00 presso l’aula L4 di Palazzo San Tommaso dell’Università degli studi di Pavia, in compagnia di Vincenzo Andraous, di Don Franco Tassone e dei ragazzi di “Inchiostro” sarà possibile assistere alla presentazione del libro e al dibattito.

Sarebbe impossibile, o almeno fuorviante, recensire un libro di Vincenzo senza conoscerne il percorso personale. Lo si paragonerebbe a uno di quelli psicologi saccenti che partecipano ai talk show in occasione di tristi fatti di cronaca. Vincenzo non ha la loro boria e saccenza. Lui pensa col senno di chi ha fatto un’esperienza e ha maturato una riflessione distaccata e consapevole.

Il carcere, l’attività di volontario e di educatore nella “Casa del Giovane” di Pavia, il rapporto con gli adolescenti e i loro problemi, che sono poi quelli di una società in evoluzione, questi sono alcuni degli argomenti del suo ultimo libro “Riconciliazione o vendetta? Bulli - carcere – comunità”, composto da articoli pubblicati su “Avvenire”, “Inchiostro” e altri giornali.

Riflessioni che non sono meccaniche, astrazioni nozionistiche da esperti tivvù. Sono riflessioni che vanno a trovare attimi di umanità dove la gente non se li aspetta, suscitano degli scatti emotivi: i racconti delle sue esperienze quotidiane non possono lasciare indifferenti.

venerdì 31 agosto 2007

1000 liberi libri al Festival dei Saperi

"Inchiostro", il vostro giornale multiuso, è lieto di annunziare liberazione di ben 1000 libri in occasione della seconda edizione del Festival dei Saperi

mercoledì 15 agosto 2007

Festival dei saperi in arrivo



I libri sono tantini



ma siamo preparati...

domenica 5 agosto 2007

Bookcrossing ancora una volta

Ancora una volta Inchiostro svetta in cima alla classifica.

Nanopatologie

Inblostro, il vostro blog preferito ritorna sulle nanopatologie argomento trattato da Inchiostro, il giornale che l'Università vorrebbe chiudere.
Nel numero 35 dell'ottobre 2006 abbiamo dedicato (grazie all'ottimo Marco Canestrari) un servizio su questa tematica. Potete leggere il servizio qui.
Recentemente se ne è occupato anche Paolo Attivissimo. Trovate il servizio qui.

giovedì 26 luglio 2007

Campioni del mondo, ancora una volta


Inchiostro, il giornale degli studenti dell'Università di Pavia è ancora una volta campione nella speciale classifica del Bookcrossing: oltre 270 libri sono stati registrati nell'ultima settimana.

I libri registrati saranno rilasciati, insieme a molti altri, in occasione della II edizione del Festival Internazionale dei Saperi.

La redazione di Inchiostro punta a superare il record italiano, detenuto da Inchiostro stesso. E le premesse ci sono tutte.

venerdì 20 luglio 2007

Harry Potter: come finisce




Cliccate qui. E poi non lamentatevi

venerdì 13 luglio 2007

Cristina Tagliabue vince il premio Ischia giovani per le testate on-line

Cristina Sivieri Tagliabue, una delle creatrici di Inchiostro e attualmente giornalista di Nova del ‘il Sole 24 ore’, ha ricevuto il premio Ischia giovani per il giornalismo nella sezione ‘Testate on line’.

Lei, come altre quattro giornaliste sotto i 35 anni, é stata votata dai 35 direttori facenti parte della giuria del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo.

martedì 3 luglio 2007

Jim Morrison The Lizard King

Trentasei anni fa - il 3 luglio del 1971 - a Parigi si spegneva il leader dei Doors, Jim Morrison- The Lizard King. Aveva 27 anni. Prima di lui ci avevano lasciato Jimi Hendrix e Janis Joplin.



Nell'ultimo taccuino, pochi giorni prima, aveva scritto: "Nudi arriviamo/ e contusi ce ne andiamo/ pasta nuda/per i morbidi vermi lenti/ là sotto".

domenica 1 luglio 2007

La verità fa notizia

Pubblichiamo un commento all'articolo "Le Tasse Universitarie e l'Università (quasi) perfetta" comparso a pagina 8 del n° 74 di Inchiostro.

Era una calda mattinata di fine giugno e, in un momento di pausa, prendo in mano “Inchiostro”. Quasi colta da un curioso interesse inizio a leggere l’ultimo articolo, nel numero 74, e l’interesse si tramuta in folgorazione, che mi porta a non sentire più nulla del mondo circostante e a lasciarmi trascinare nella rivelazione della verità: ebbene sì, la verità fa ancora notizia.
Iniziamo dal principio.
Quasi un anno fa io e altri coraggiosi e volenterosi ragazzi iniziamo l’avventura (avremmo capito in seguito quanto questo termine sarebbe corrisposto a verità) di volontari del Servizio Civile Nazionale, nel mio caso allo Sportello Informastudenti, che molti di voi forse non conoscono, ma è quello che risponde alle vostre telefonate, alle vostre mail, vi aiuta nelle pratiche burocratiche e a volte vi ha accompagnato dall’immatricolazione alla consegna della famosa domanda di laurea.
Una vicenda che ha accumunato noi delle Facoltà Umanistiche con gli amici delle Facoltà Scientifiche è stata l’odissea piombataci addosso nel periodo fatidico del pagamento delle tasse universitarie. Sappiamo tutti che quando qualcuno ci tocca il portafoglio digrigniamo i denti, ma sarebbe utile farlo quando si è a conoscenza delle cose e dopo aver letto i bandi nel dettaglio onde evitare imbarazzanti situazioni del tipo: “Ah, scusi, non l’avevo letto”.
In questi mesi in cui abbiamo lavorato dall’altra parte della barricata (non dimentichiamo che siamo studenti anche noi), ci siamo resi conto di quanta cattiva informazione ci fosse in giro sul tema tasse (ma anche su altri, non crediate) e il tutto era reso a maggior ragione più difficoltoso da articoli pubblicati sulla stampa locale che venivano utilizzati, anzi impugnati a via, verità e vita, per poi essere tristemente abbandonati nel cestino dell’ufficio con un mesto: “Ah, scusi, il bando non l’avevo letto, ma a quanto pare nemmeno chi ha scritto ‘sta cosa”.
Ho scritto questo breve intervento solamente per ringraziare “Inchiostro” della collaborazione, perché questo articolo ha realmente tratto le somme, tra tutte le versioni che venivano ad infrangersi all’Informastudenti o agli sportelli della Segreteria.
L’unica verità non ha una sola faccia, ha varie sfaccettature che non vanno interpretate a fini provocatori, ma realmente analitici, perché solo così si può realmente cogliere i vantaggi e criticare le difficoltà persistenti (che nessuno vuole e può nascondere), e quindi solo così si può davvero agevolare la vita degli studenti.
L’Informastudenti è stato creato per questo e in questi anni noi, così come chi ci ha preceduto, abbiamo tentato di venirvi incontro nelle difficoltà più antipatiche, quelle legate a tutte quelle pratiche che poco ci garbano e spesso ci fanno diventare paonazzi. Noi ci abbiamo provato e continuiamo a farlo con l’entusiasmo di chi crede di fare qualcosa di utile per la categoria in cui ci riconosciamo, che è la vera protagonista di questo grande e fragile equilibrio: gli studenti.
Grazie ad “Inchiostro” per aver collaborato con precisione e chiarezza, non solo come Informastudenti, ma come studentessa.

Greta Fiorina, Informastudenti Facoltà Umanistiche



domenica 17 giugno 2007

Inchiostro alla notte bianca

Sogno di una Notte di Mezz'estate
On Stage! 9 Giugno 2007
- Notte Bianca a Pavia -

La sala è gremita, nella cornice del palazzo del comune (anche noto come Municipio) si raccoglie la gente pavese, per assistere (e partecipare) al sogno di una notte di Mezz'estate di questa notte bianca pavese.


Luca Giuliano, il nostro direttore, ci introduce al gioco e all'antica Grecia, ove si narrerà la storia, che nessuno ancora conosce, e che chissà i quale improbabile finale andrà a incagliarsi.


Tutto ebbe inizio alla corte d'Atene, laddove, sotto lo sguardo della regina Ippolita, del Duca d'Atene e di Filostrato venivano condotti, dal padre di lei: Egeo gli innamorati Lisandro ed Ermia, la quale, però era stata promessa sposa a Demetrio...
E da qua tutto prende vita il nostro sogno di mezz'estate...






















Così i due pianificano una fuga d'amore, proprio nel bosco in cui tre attori dilettanti, Zeppa, Cannello e Sparuto si sono recati per provare il loro spettacolo (La morte dei tre cigni...)

Ma in quel boschetto qualcuno stava preparando loro una sorpresa, certo inattesa...














Perché Puck il folletto stava preparando uno dei suoi scherzi... Cheppoi di mezzo ci vadano gli uomini, che importerà ad un folletto che si vuol divertire?




Elena però, viene a sapere della fuga dei due e così decide di seguirli, nel bosco incantato assieme a Demetrio, il suo innamorato. (Notate l'espressione tipica di chi ha appena scoperto di poter conquistare il proprio amato)

Immancabilmente i nostri incontrano il folletto Puck, e da lui si fanno dare, le pozioni, anzi i filtri d'amore... chissà per quali loschi fini verranno mai usati!
(da notare, finalmente, anche Demetrio, invero sullo sfondo)


I colpi di scena si sussegguono mentre il pubblico, con sottile ironia (e divertimento) decide le sorti dei nostri eroi dell'antica grecia ed è così che...

Il nostro Demetrio cade combattendo con Lisandro, il quale lo ferisce, non a morte ma quasi. (Si direbbe esserci gioia nella sua soffrenza, ma chi siamo noi per giudicare?)

Ma è un uomo o un tiglio questo?!
O forse c'é chi si nasconde nella foresta, tramite abili sotterfugi, si mimetizza con gli alberi del bosco...
Ma non tutti riescono a sfuggire ai follettini...

E così alla Corte Fatata si preparano strani eventi, ed è così che il povero Cannello viene portato da Puck, al cospetto di Oberon (che niente meno che il Re dei folletti) che gli trasforma la sua testa in una testa d'asino! (ma non sono di coniglio quelle orecchie?!)
E tutto per far innamorare, con un filtro magico, Titania, la regina delle fate, dell'aspirante attore inasinato...



E intanto?! Il povero Lisandro viene lasciato da Ermia... mentre il nostro Sparuto s'é sbronzato e tenerlo in riga pare ardua impresa! Gioie e dolori, intrecci ed emozioni in un bosco che come mai è ora animato!


Voi avete capito qualcosa di questa storia?! Beh, sono sicuro che questa immagine vi chiarirà tutto... e il nostro prode Oberon sistemerà ogni situazione facendo tornare tutti felici e contenti...
(o quasi! Ihhh.... Oh!! e Cra cra ringraziano!)

Se qualcosa v'é sfuggito è perché non c'eravate, e sono sicuro che sentir di storie di mezz'estate così raccontate non avrete più intenzione, per cui mi raccomando, ora, prima della conclusione. La prossima volta, se non v'eravate,
venite con noi a sognare un Sogno di una notte Bianca di Mezz'estate!




Prima di salutarvi vi lascio nelle mani di Oberon, certo che lui, sistemerà ogni cosa, forse con un tocco di magia oppure con semplice fantasia...

Tutte le foto sono state fatte da Marco Chemollo
se lo volete contattare scrivete a info(at)obbiettivonatura.it

post a cura di Paolo Longoni http://radiocane.blogspot.com/

giovedì 7 giugno 2007

i ricosti di ricarica

Inchiostro, il giornale che non vi fa mancare nulla (nemmeno la carta) si occupò anche della famosa-annosa-dannosa questione dei costi di ricarica. Ricordate? Ovviamente no. Nessun problema. (Ri)Partiamo dal principio: ecco il nostro "clamoroso" pezzo.

E' trascorso un periodo di tempo sufficiente a caperie come sono andate le cose.

Andrea d'Ambra, il promotore si è candidato al CNSU per AU nel centro sud italia. Qui la notizia. Ha fondato e presiede un' associazione a difesa del cittadino.

Il Governo si è fatto "bello" abolendo i costi di ricarica. Plausi e Giubilo.

E le povere compagnie? Come qualcuno aveva pronosticato rivedono le tariffe: esempio.

La morale è sempre quella...

mercoledì 30 maggio 2007

Commento all'Editoriale "Largo ai giovani"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un lungo commento al lungo editoriale uscito sul numero 72 di Inchiostro, il giornale degli studenti dell'Università di Pavia.


Cara redazione di inchiostro,
visto che invitate i lettori a lasciare commenti, (immagino anche ai vostri articoli e non solo al blog), ho deciso di cimentarmi in quest'impresa, dopo aver letto il fondo “Largo ai giovani”, in prima pagina del numero di maggio.
Probabilmente l'autore, non volendo scrivere l'ennesimo pezzo sui DICO-Pacs e consimili, ha pensato, molto intelligentemente, di trattare l'argomento in maniera “implicita”, all'interno di un più ampio e facilmente condivisibile articolo sugli spazi dei giovani in politica.

Come a dire: “lo faccio uscire dalla porta per farlo rientrare dalla finestra”.
In maniera molto “elegante” ha poi estrapolato alcuni spezzoni dell'intervento del “dinosauro” per antonomasia della politica italiana, il sen. Andreotti, e li ha contrapposti alle “efficaci” e “profonde” osservazioni di un famoso maître à pénser “giovanile”, Fabio Volo, lasciando intendere che gli unici che si contrapporrebbero ai DICO sarebbero politici (o meno) “anacronistici e conservatori [...] poco al passo coi tempi”, mentre invece tutti i “giovani” condividerebbero in pieno le affermazioni di Volo: “Questa storia dei PACS per i giovani non ha senso. Noi siamo abituati a vedere due che hanno un figlio e non sono sposati. O due uomini che vivono insieme. A nessuno viene in mente che non siano una coppia [“coppia” in che senso, coppia sposata, famiglia?]: è nelle cose, per noi è normale ed i politici [secondo altri sarebbero invece proprio i politici a mostrare su questi argomenti un interesse particolare] non lo capiscono perché sono vecchi”. Io, pur essendo più giovane di Andreotti (e di Volo), non sono d'accordo.

C'è una falla, dunque, nell'ultimo “assioma” di Volo, “se non sei d’accordo con i DICO-Pacs, allora sei vecchio!”. Riflettendo, mi è venuto in mente che se valessero le affermazioni di Volo sui DICO-Pacs, potrebbe benissimo valere anche il discorso seguente, sul tema, molto “spinoso”, della disoccupazione e precarizzazione del lavoro giovanile: “La disoccupazione giovanile è oggi molto diffusa, come pure è diffusa per i giovani la precarizzazione del lavoro. Queste due situazioni occupazionali sono ritenute problematiche dagli interessati. Come possiamo risolverle? Istituzionalizziamole! Facciamo distribuire dallo stato un bello stipendio/vitalizio di disoccupazione, in buona parte estensibile anche ai precari e così abbiamo risolto il problema!

Non perdiamo tempo a far sì, invece, che le imprese siano incentivate ad assumere in maniera stabile nuovi dipendenti, stimolando la nascita di nuovi (e stabili) posti di lavoro.Non perdiamo tempo nello stimolare e promuovere la formazione culturale dei giovani, favorendone così le possibilità di trovare un posto di lavoro a tempo indeterminato.
Tanto ormai l'epoca del posto fisso e della piena occupazione è storicamente conclusa!”.Questo discorso vi sembra del tutto condivisibile?

Se si riconosce che la precarizzazione del lavoro è un problema, perché non cercare di combatterla (può sembrare lapalissiano ma forse non lo è) rendendo il lavoro meno precario?
Si può pensare di intervenire utilizzando sia la “leva economica” che quella “culturale”, favorendo, dal lato della “domanda” di lavoro, gli imprenditori che decidono di rischiare, assumendo un nuovo dipendente e trattandolo al pari degli altri (senza formazioni al lavoro “infinite”), mentre dal lato dell’“offerta”, si possono migliorare le competenze, la cultura e la determinazione (anche questa si dovrebbe stimolare nella formazione culturale!) dei giovani che entrano nel mercato del lavoro. I sussidi di disoccupazione possono essere strumenti utili per venire incontro a periodi difficili, ma non possono diventare degli stipendi/vitalizi per persone sane, in grado di lavorare, altrimenti la previdenza sociale non reggerebbe, e ciò andrebbe a scapito di chi effettivamente è invalido ed ha perciò bisogno di pensioni e supporti economici a vita.

Cosa si può “inferire” da tutto ciò?
Secondo me, che la precarietà, sia in ambito affettivo che in ambito lavorativo, non è la massima forma di realizzazione delle proprie capacità, e che i problemi ad essa conseguenti non si possono risolvere cercando di istituzionalizzarla! Sia chiaro, è molto difficile non rendere precario nulla in ambito affettivo. Quante volte si rompe una relazione che sembrava destinata a durare? Pensiamo alle “cotte” del periodo adolescenziale... Non a tutto si può dare una forma definitiva o “istituzionale”. Ma sta proprio qui, secondo me, un ulteriore “baco” del dibattito sui DICO. Chi in coscienza non si sente di prendere un impegno più o meno “definitivo”, di fronte non soltanto alla propria “metà” ma anche di fronte alla società ed a coloro che eventualmente verranno dopo è libero di farlo, ma senza pensare che così facendo ottenga diritti “comparabili” con chi quel dato impegno decide, “rischiando”, di prendere.
Istituzionalizzare il “decidere di non decidere” e parificarlo al “decidere rischiando”, a me sembra (e forse non solo a me) un poco “assurdo”, come un poco assurdo (almeno da un punto di vista economico e di giustizia sociale) sarebbe istituzionalizzare e dare uno stipendio ai disoccupati sani in grado di lavorare. Parafrasando uno slogan elettorale di un partito della “sinistra radicale”: “Coppie di fatto, uguali diritti ma doveri diversi”, non mi sembra affatto una grande pensata.

Riassumendo, non vorrei che i DICO, invece di essere uno strumento per risolvere i problemi esistenti delle singole persone conviventi (come i legislatori affermano), si trasformino invece in uno strumento tale da permettere, a chi ha la nostra età o meno, di fare la “furbata” di avere con la “minima spesa” la “massima resa”: più o meno gli stessi benefici, essenzialmente di natura economica, a fronte di minimi “impegni” (firma della ricevuta con raccomandata di ritorno davanti al postino, così finora prevede il ddl per la ratifica dei DICO!).
Potreste dirmi: “Va bene il discorso per le coppie di fatto eterosessuali, ma per le unioni omosessuali come la mettiamo?”
A questo punto bisogna premettere che i benefici su cui si sta discutendo se estendere o meno, in quale modo ed in che misura, ai conviventi non sposati, sono legati in buona parte alla questione della solidarietà intergenerazionale, propria di unioni aperte alla possibilità di avere figli (successioni, pensioni, eredità, congedi parentali ecc. ecc.).

Per quanto riguarda gli altri “diritti”, quali il subentro nell’affitto, l’accesso alle visite ospedaliere e la corresponsabilità nelle decisioni mediche, sono o in buona parte già ottenibili con strumenti legali esistenti (cointestazione dell’affitto) o già in buona parte riconosciuti da sentenze della corte costituzionale, e quindi facilmente “implementabili” giuridicamente, con poche modifiche alle leggi esistenti.
Si può capire allora come il problema dei DICO per le persone omosessuali conviventi diventi dunque abbastanza un “falso” problema.
Le finalità e le esigenze delle unioni omosessuali sono infatti decisamente diverse da quelle delle coppie di fatto eterosessuali.
Riconoscere questo semplice fatto non mi sembra costituire una “violenza” contro nessuno.

La questione soggiacente ai DICO, in questo ambito, è di natura un po' più “ideologica”, conseguenza di un'ideologia, quella “gay”, che oggi si tende a confondere con una situazione, quella omosessuale. I due termini però non sono sinonimi. L'ideologia gay sosterrebbe, a quanto ne so, che il “disagio” interiore della persona omosessuale sarebbe una conseguenza dell'“interiorizzazione” del “rimprovero”, anche implicito, della società.
Per questo motivo sarebbero importanti manifestazioni pubbliche, parate e “celebrazioni” matrimoniali o simili, aventi lo scopo di eliminare la percezione di questo “rimprovero”.

Non sono d'accordo con questa interpretazione, come del resto non lo sono molti psicologi e studiosi del comportamento umano. Si può infatti ritenere che questo “disagio” nasca piuttosto dalla consapevolezza, interiore e insuperabile, che la propria natura “corporea” e personale non “collimi” con la propria condizione psicologica (diversa dunque da “malattia” fisica pura e semplice), e che sia questa l’origine della sofferenza percepita dalla persona omosessuale (che nessuno mai dovrebbe permettersi di irridere!).

Secondo alcuni studi (abbastanza controversi è ovvio, quando si tratta di questioni così scottanti si possono urtare facilmente molte diverse sensibilità!), la condizione psicologica omosessuale (si badi bene, condizione “non fisiologica”, determinata cioè in maniera “automatica” da chissà quale alterazione genetica o ormonale, non esiste il “determinismo genetico” per i comportamenti umani superiori in buona parte consapevoli) non sarebbe nemmeno necessariamente permanente per tutta la vita e che da essa si possa, volendo, “uscire” (e non semplicemente “guarire” come si può guarire da un'influenza o da altre infermità fisiche).

Non essendo però un esperto su queste questioni eviterei però di dilungarmi ulteriormente...
Spero di non avervi annoiato eccessivamente con questa (troppo lunga) mail.
Con sentimenti di amicizia verso tutti.
Alla prossima!

C. A. Dallera

venerdì 25 maggio 2007

Famolo dai



Partecipate numerosi e attivamente (ma anche passivamente può andare bene)

giovedì 17 maggio 2007

Elezioni CNSU: prime indiscrezioni e primi commenti


Ecco i primi risultati da confermare:

Azione Universitaria: 1200 voti (-400 rispetto alle elezioni dello scorso anno).
Coordinamento per il diritto allo studio-UDU: 900 voti (-900 rispetto alle elezioni dello scorso anno)
Ateneo Studenti-Obbiettivo Studenti: 670 voti (-400 rispetto alle elezioni dello scorso anno)

StudentIndipendenti:non ha partecipato direttamente ma appoggiava il milanese Dino Motti
Studiare Linguistica a Pavia: non ha partecipato.
Gruppo Kos: non ha partecipato.
Passione Universitaria: non ha partecipato.

E' netto il calo fisiologico dovuto alla lontanza di queste elezioni (si votava per il solo CNSU) rispetto alle elezioni "locali" dove è più facile individuare un candidato amico. Ateneo Studenti e Azione Universitaria, se i dati saranno confermati , mantegono le loro posizioni.

E' altresì evidente il clamoroso tracollo di voti del Coordinamento per il diritto allo studio-U.D.U. che presenta un disavanzo altri 500 voti rispetto ai colleghi.

Molti i fattori che possono avere inciso. L'attuale maggioranza, nonostante le promesse di rito, non ha certo aiutato l'Università. In questo periodo il ministro Mussi è apparso più attento agli interessi della sua corrente che a quelle degli atenei italiani.I tagli selvaggi e ingiustificati apportati agli atenei e ai collegi, risorsa di Pavia, hanno influito sulle decisioni degli studenti pavesi?

La scelta, non proprio felice, della candidata di "sinistra"abbondantmente fuori corso avrà disincetivato gli elettori che le hanno preferito una giovane e promettente Chiara Montaldo? Molti hanno giudicato la candidata di Azione è più decisa e convicente. Matteo Greco, il candidato di Ateneo Studenti, probabilmente è rimasto indietro a causa della giovanissima età: candidare una "matricola" a molti è apparsa una mossa suicida.

O forse qualcosa si è inceppato nel
rodato meccanismo che vedeva gli studenti essere inondati da gadgets, feste (controfeste e UMF), aperitivi strategici a Radio Aut? Possibile che la linea adottata dai rappresentanti del Coordinamento per il diritto allo Studio-U.D.U. da molti ritenuta profondamente regressiva, isolazionista e conservatrice non si stia rivelando la strategia migliore?

Il dibattito è aperto. Apertissimo.


Aggiornamento: qui i risultati piu precisi.

mercoledì 16 maggio 2007

UNA VOCE FUORI DAL CORO


Pavia- Domenica 22 aprile ore 16.00 forse pochi, forse nessuno, forse solo il seguito pontificio, si sono accorti di un gruppetto di trenta persone, fra ragazzi e ragazze tutti vestiti uguali, alcuni dei quali armati d’archetto, collocati in una posizione molto vicina al S.S. Padre.
Chi erano quei temerari giovani e cosa facevano lì? Erano il quartetto della Facoltà di Musicologia, pari ai cori universitari europei e all’altezza dell’evento. Come mai molti dei presenti, non si sono accorti, delle Voci ben intonate e preparate, che provenivano da dietro le quinte e più precisamente alla destra del Pontefice?

Qualche corista, ha da dire la sua: “Non è colpa dei tecnici del suono, a cui rivolgiamo i più vivi ringraziamenti per la disponibilità. Forse, e dico forse, un po’ di responsabilità potrebbe averla chi ha abbandonato il coro a se stesso in un anfratto, se pur privilegiato, ma sempre anfratto. Senza considerare le sedie sottratte all’ultimo momento ed in modo sgarbato e senza acqua dalle 10:00 fino alle 16:00 non comunicando la più fondamentale delle indicazioni, dove era il bagno, e minore dei mali con il pranzo a carico nostro.” “Noi non vogliamo incolpare nessuno di negligenza, né avere manie di protagonismo” dice un’altro dei coristi, “però non ci sembra giusto essere trattati in questo modo, dopo tutto il lavoro fatto, alla fine siamo studenti anche noi dell’Ateneo di Pavia, e valiamo ne di più ne di meno, rispetto agli altri studenti dell’Università”.

Chi conosce bene questi ragazzi e passa con loro diverse ore a settimana ed ha vissuto diverse esperienze sia all’estero sia in Italia ha avuto non pochi disagi: “non c’è stato dato alcun riferimento preciso di quando il Papa stava per entrare nel cortile e di conseguenza quando iniziare a cantare e quando smettere, non vedevamo nulla e non c’era nessuno a darci un segnale.” “Non che l’Università non fosse preparata all’accoglienza del Santo Padre, anzi direi proprio il contrario” -continua una corista-, “però come tutto davanti era preciso e ben organizzato sarebbe stato bello che fosse così anche dietro le quinte. Così, da valorizzare ancora di più, la presenza musicale tanto amata da Papa Ratzinger, e il lavoro di ragazzi molto volenterosi e preparati in repertori non usuali”. Eppure nonostante tutti i disagi e la fatica, alla fine prevale soprattutto la soddisfazione e l’orgoglio di aver potuto partecipare ad un evento così straordinario: “ cantare e suonare di fronte al Papa non è una cosa che capita tutti i giorni, per questo vogliamo ringraziare il Rettore e tutto il personale che ha reso possibile la nostra presenza, e quei pochi ascoltatori che hanno apprezzato il nostro lavoro. Chi sa se fra loro c’è anche papa ratzi.”


Luca Mancini



venerdì 11 maggio 2007

pronti, partenza, viaaaaa