Art Jazz: musica e pittura
I suoni si fanno colore. La musica prende sostanza.
TOP TEN
La categoria è: "10 cose captate alla festa di compleanno di Bin Laden".
10 - "Chi vuole giocare a 'Attacca il turbante allo sceicco cieco'?"
9 - "Morte a queste candele che continuano a riaccendersi".
8 - "Il mullah Omar è in ritardo, ha scordato di spostare le lancette".
7 - "Per depistare gli americani, abbiamo fatto scrivere sulla torta: 'Buon compleanno Debbie'".
6 - "...perché è un bravo ragazzo, solo gli infedeli lo possono negar".
5 - "Spero che tu non abbia già il DVD di 'Who's the Boss?'".
4 - "Paris Hilton non si tirerà indietro davanti a niente". Eh ?!
3 - "Quando salta fuori la spogliarellista dal falafel?"
2 - "Niente torta per Osama. E' ingrassato, pesa 46 chili”.
E la numero uno è... "Saddam ha mandato un telegramma di auguri dall'inferno".
La redazione di Inchiostro è orgogliosa di pubblicare un articolo di Vincenzo Andraous
Adolescenti come plotoni di esecuzione, pronti a destabilizzare i più deboli, sempre addosso a chi non può reagire.
Bullismo ed eroi di cartone, furbi e codardia sospesa a mezz’aria, una dimensione di imbecillità con la patente a punti di bravi ragazzi, il tutto ben nascosto dalla viltà del gruppo che opprime il singolo.
Se non ricordo male ai miei tempi, esisteva l’esatto contrario del bullismo attuale, infatti il disagio aggrediva il singolo, ponendolo solo contro tutti.
Il solitario scopriva gli strumenti della violenza e della diversità, per diventare protagonista, per apparire, nel tentativo di colmare il vuoto in famiglia, la precarietà finanziaria, la mancanza di riferimenti certi, di valori condivisi.
Quel ragazzo scelse la diversità come propria corazza e propria spada, fino al giorno dell’abbandono della scuola, della famiglia, all’incontro con la strada e con il carcere.
In questo presente c’è una scuola priva di autorevolezza, una scuola e una famiglia prive di allenatori alla vita, perché dispersi dalla delegittimazione.
C’è invece un recinto dove incontrarsi per scontrarsi, in preparazione del botto finale da pagare al destino sempre in agguato.
Le teorie si sprecano nei riguardi della trasgressione, della violenza giovanile, del bullismo, un dispendio inusitato di tautologie inconcludenti, di dottrine pedagogiche che adottano l’eteroeducazione invece di una sana autoeducazione, per cui chi sta in cattedra ritiene di educare solamente gli altri, negando la necessità di doversi formare e rinnovare a un nuovo “sentire educativo “.