domenica 29 aprile 2007

Pirati dei Caraibi III: at world's end




Sta arrivando.
Andrò a vedermelo come una sedicenne in orgasmo davanti ai "take that"

Teatro Interattivo

il primo video dedicato alla storica serata di Teatro Interattivo organizzata da Inchiostro in collaborazione con La consulta degli studenti della Provicina di Pavia,l'ISU e la Libreria il Delfino.
La Commissione ACERSAT non ha finanziato l'evento sostenendo che non interessasse gli studenti. Stranamente ha però finanziato un'altra serata teatrale, molto più costosa. E il nostro, in parte autofinanziato, nemmeno sono venuti a vederlo. Chapeau.


sabato 28 aprile 2007

618 Stage del Ministero degli Esteri: possibilità o sfruttamento?

Saranno solo punti in più sul curriculum, un “benefit” (così vengono spesso indicati sui contratti di tirocinio) niente male. Sì, però si può anche vederla in un’altra maniera: tre mesi di lavoro non retribuito, in soldoni “schiavitù”. Lo stage è una delle tante manifestazioni del precariato: si lavora a gratis, magari rimettendoci, in attesa di probabili benefici nel futuro.

Ora il ministero degli Esteri in collaborazione con la fondazione Crui (la conferenza dei rettori delle Università italiane), ci mette del suo proponendo 618 stage in ambasciate, consolati, istituti di cultura italiana, rappresentanze e uffici a Roma a studenti laureati, laureandi e specializzandi.

Una proposta certamente allettante per chi vuole orientarsi nel mondo del lavoro e provare dal vivo la vita diplomatica, ma anche molto iniqua: se i funzionari guadagnano bei soldoti laureati, laureandi e compagnia bella non guadagneranno nulla né avranno dei rimborsi spese o una copertura finanziaria per pagarsi il viaggio e l’affitto (proviamo a pensare chi deve sostenere la spesa di viaggio per andare a lavorare a gratis nelle ambasciate dell’America Latina o dell’Estremo Oriente, oppure alle spese di affitto che si deve sobbarcare chi va a fare lo stage in città care come Londra, Parigi…).

E non si può neanche tentare di viaggiare a gratis stipati nelle valigie diplomatiche

Ok, sono progetti interessanti che danno valore ed esperienza ai futuri lavoratori, ma chi ci guadagna di più…o meglio, chi ci risparmia di più, sapendo che lo Stato italiano disporrà di 618 lavoratori a gratis per tre mesi?!

Andrea Giambartolomei

venerdì 27 aprile 2007

Sheryl Crow: l'ambiente ha una nuova paladina.



Sheryl Crow è cresciuta. Non ha smesso di cantare ma si è impegnata in qualcosa di "serio, importante e utile": l'ambiente e il surriscaldamento globale.

La cantante, nel suo blog, azzarda le seguenti proposte: "Propongo di limitare ad uno il numero di quadretti di carta igienica che si utilizzano a seduta". Poi, presa da scatologico scrupolo, puntualizza: "Eccetto, si intende, per quelle fastidiose occasioni in cui se ne possono rendere necessari anche due o tre".

Altro spreco altra proposta: i tovagliolini di carta al ristorante. E qui Sheryl si lancia. Propone una propria linea di moda il cui pezzo forte è la "manica da cena"("dining sleeve"): "Questa manica è staccabile e si può sostituire con un'altra dopo l'uso". Non solo: "Penso che questa idea possa applicarsi bene anche in caso di raffreddore", continua la novella Giovanna D'Arco.

Se continuasse semplicemente a cantare? E magari chiudesse il blog.

giovedì 26 aprile 2007

800 euro per una tesi di laurea...


Guardate il video cliccando sul titolo, poi commentate qui.

NULLATENENTI DELLE RELAZIONI

[Inblostro, il blog di Inchiostro è lieto di ospitare un post di Vincenzo Andraous ]

Ora che i riflettori sono stati spenti e la grancassa mediatica ha smesso di emettere suoni scomposti, forse sarà possibile ricordare con maggior delicatezza e buon senso Matteo e i suoi sedici anni.

Forse sarà possibile rammentare il valore delle parole, quelle che non intendono farsi condizionare da altre più altisonanti, lanciate a grappolo per creare una labirintite artificiale, quelle parole che possono chiarire le responsabilità vere, che non stanno sulle labbra dell’intrattenitore di turno, o sulla battuta pronta di chi vuol rimanere dietro le quinte del dolore, escludendo la possibilità di una via di emergenza che non di rado salva la vita.
La scuola è un ammasso informe di linee didattiche, spesso contrapposte alle relazioni importanti che fanno crescere.

La famiglia è diventata un ibrido travestito di buone intenzioni.
I giovani una tribù di selvaggi tutti uguali, omologati, disordinati.
Queste erano e sono le etichette e i luoghi comuni con cui si liquidano assai malamente le tragedie di una società caduta in disuso, per l’incapacità di comprendere quanto incivile sia disperdere la propria coscienza critica, anche nel caso questa sottoscriva un malcostume diventato trend nazionale.

Quanto diseducativo può diventare il tentativo di lenire un dolore lacerante con la divulgazione di verità contraffatte.
Chi la scuola l’ha abbandonata a un’età obbligante, sa bene che il rimpianto non è una condizione attenuante.
Chi nella famiglia non ha trovato amore che protegge ma una via di fuga alla cieca, sa bene come la selva oscura può ingannare al punto da farti soccombere.
Chi in gioventù ha bruciato le tappe del tutto e subito, sa bene come è facile perdere la propria dignità e depredarne parte agli altri.

Questa è la società che abbiamo in sorte, non era migliore quella precedente, piuttosto siamo cambiati noi, sono cambiate le sensibilità e quindi le attenzioni da esibire: nella fisicità che irrompe nella domanda, nella fragilità che traspare alla risposta.
Atteggiamento diseducativo a tal punto da semplificare la scomparsa di Matteo come il risultato di una debolezza inconfessabile.

Allora basterebbe guardare negli occhi quei ragazzi idioti e riferirgli che gay potrebbe significare “ valgo quanto voi “, mentre loro, i bulli del “10 contro 1” , “ non valete quanto Matteo”.
Basterebbe pensare alla scuola come a un luogo che insegna dalle retrovie la storia che appartiene a ognuno, incocciandone le anse e gli anfratti, mai delegando ad altri oneri propri, mai caricandosi deleghe che non le competono.
Basterebbe davvero accettarla questa sfida sbraitata dal bullismo contemporaneo, da questi nullatenenti delle relazioni, e facendolo evitare inutili paragoni con il passato, piuttosto cercando di ricordare Matteo con coraggio e coerenza, con la fermezza necessaria a educare al dialogo e all’ascolto.

mercoledì 25 aprile 2007

25 APRILE: Antifascismo militante


I soliti "giovani dementi" hanno offerto il classico indegno spettacolo fischiando il Sindaco di Bologna Sergio "il cinese" Cofferati e il Sindaco di Genova Giuseppe Pericu.

Sergio- uno che non le manda ha dire- ha fatto notare ai sedicenti giuovini antifascisti militanti che "i più anziani hanno vissuto momenti più difficili dei vostri ma nonostante questo ci hanno insegnato prima di tutto la tolleranza che voi NON conoscete e hanno combattuto per garantire il rispetto delle idee degli altri".

Farglielo scrivere su tutti i muri sarebbe ancora poco.