giovedì 7 giugno 2007

i ricosti di ricarica

Inchiostro, il giornale che non vi fa mancare nulla (nemmeno la carta) si occupò anche della famosa-annosa-dannosa questione dei costi di ricarica. Ricordate? Ovviamente no. Nessun problema. (Ri)Partiamo dal principio: ecco il nostro "clamoroso" pezzo.

E' trascorso un periodo di tempo sufficiente a caperie come sono andate le cose.

Andrea d'Ambra, il promotore si è candidato al CNSU per AU nel centro sud italia. Qui la notizia. Ha fondato e presiede un' associazione a difesa del cittadino.

Il Governo si è fatto "bello" abolendo i costi di ricarica. Plausi e Giubilo.

E le povere compagnie? Come qualcuno aveva pronosticato rivedono le tariffe: esempio.

La morale è sempre quella...

mercoledì 6 giugno 2007

Camera approva moratoria sull'acqua




Inchiostro, il giornale degli studenti dell'Università di Pavia, ha trattato il problema della privatizzazione dell'acqua sul numero 70 del marzo 2007. L'articolo è leggibile qui.

Le cose da allora sono andate avanti, e positivamente. Infatti la Camera dei Deputati ha approvato una moratoria sulla privatizzazione dell'acqua. Si tratta di un emendamento al disegno di legge Bersani sui processi di privatizzazione, il quale prevede che fino all'approvazione di una nuova normativa relativa alla gestione del servizio idrico integrato, in attuazione dei decreti correttivi del decreto ambientale, siano sospesi tutti gli affidamenti a soggetti privati, compresi quelli attualmente in corso. Con questo provvedimento, che dovrà ora essere approvato anche dal Senato, sono sconfitte tutte le accelerazioni verso la privatizzazione dell'acqua che a livello regionale e locale erano state portate avanti dalle lobbies del capitale finanziario.

L'approvazione della moratoria recepisce, secondo il Forum dei Movimenti per l'Acqua, le ragioni del movimento che dal gennaio scorso ha iniziato una campagna di raccolta firme – che conta ad oggi oltre 300.000 sottoscrizioni – per chiedere che l'intero ciclo dell'acqua sia tolto dal mercato e restituito, come bene comune e risorsa da conservare, allo spazio pubblico e alle comunità locali.

martedì 5 giugno 2007

Parliamo serialmente: "Numb3rs"

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, il fatto che una rete pubblica (= finanziata dal canone) sia completamente allo sbando e senza la minima traccia di una politica editoriale degna di questo nome può anche avere dei risvolti positivi.

Sembra incredibile, ma è così.

Sto parlando della RaiDue diretta da Marano Antonio, logicamente nominato non in quanto bravo ma perché amico di Bossi & co., un dirigente sotto la cui direzione la rete che un tempo fu di Minoli e Freccero ha raggiunto auditel da prefisso telefonico, fatto salvo per l’eccezione incarnata da “L’isola dei famosi” (non che ci sia da vantarsi per questo risultato, sia chiaro…).
Ebbene, quello che potrebbe essere considerata – televisivamente parlando – una vera e propria sciagura, ha in sé un germe di speranza: infatti, non sapendo dove andare a parare per riempire i palinsesti tra un’edizione e l’altra de “L’isola della Ventura”, a RaiDue si è ben pensato di parare sui serial televisivi americani di qualità.
Ora, il fatto che questa sia una mera situazione di comodo e non una mirata strategia per portare in Italia quella che (a detta di tutti) è la forma di narrazione più congeniale sia ai tempi che ai nuovi media, è confermato dal fatto che la programmazione degli episodi è sviluppata senza alcuna logica e con la spiacevole sensazione (palese, per chiunque abbia un grado zero di conoscenza televisiva) che loro stessi non credono in quello che trasmettono: ciò confermerebbe la messa in onda a dir poco schizofrenica di veri successi quali “Disperate Housewife” o “Lost”. Devono aver pensato: se il campionato di calcio è andato in vacca per aver tolto un appuntamento fisso e certo come era la partita della domenica pomeriggio, perché non provare anche con i telefilm?

Ora, premesso questo, capita che su RaiDue finiscano dei veri e propri gioiellini di serialità, gioiellini che, fino a poco tempo fa, nella migliore delle ipotesi sarebbe stati trasmessi a notte fonda ma che, visto il deserto in cui si trovano, godono dell’onore della prima serata.
Numb3rs”, andato in onda domenica sera (sono repliche: le puntate nuove iniziano dal 10 giugno).
La serie, incentrata sulla collaborazione tra un brillante matematico e il fratello, agente dell’FBI, è veramente uno spettacolo, sia per gli occhi (ottimi effetti visivi), sia per la mente (la risoluzione del caso, basata sull’incrocio tra tecniche investigative “classiche” e matematica, non è mai banale): non eccellente con “Criminal minds”, ma poco ci manca.
Graditissimo ritorno di Peter Mac Nicol, già “cult” in Ally Mac Beal, qui nelle vesti di un fisico fallito esperto di videogame amico/mentore del matematico/detective.

La dura legge della natura



Dopo una giornata del genere non so voi ma a me Darwin inizierebbe a starmi un pochino sulle balle.

lunedì 4 giugno 2007

Eminem: the power of the rap

Il rapper più graffiante d'America ha inciso una canzone in italiano per omaggiare i suoi numerosi fan presenti nella penisola.
In esclusiva, il blog di Inchiostro è lieto di offrirvelo in anteprima!

sabato 2 giugno 2007

Stefano Allievi e la liberta' d’espressione

L'italia non finirà mai di stupirmi, ovviamente in negativo. Mentre Santoro inscena il suo pessimo e costoso teatrino (aiutato in questo dal becerume dilagante a destra) altre notizie ben più importanti e altri fatti passano sotto silenzio.

Stefano Allievi, professore di sociologia, studioso ed esperto di islam, è stato condannato per diffamazione aggravata a mezzo stampa (sei mesi, oltre a una pena pecuniaria di tremila euro) su querela di Adel Smith, controverso esponente islamico, noto per le sue opinioni radicali (notissima la sua polemica contro il crocefisso), in seguito alle opinioni espresse su Smith all’interno del libro Islam italiano (Einaudi). La condanna è tanto più sorprendente se si pensa alla biografia del professor Allievi, che più volte si è speso nel voler garantire libertà di parola e di espressione proprio ai musulmani, alla cui conoscenza e comprensione ha dedicato oltre quindici anni di studi.

Riporto una lettera aperta del Professor Stefano Allievi.

Cari amici e care amiche,
coloro che sanno già della vicenda in cui sono coinvolto, troveranno ulteriori informazioni nel sito http://213.215.194.151/petition_allievi (un link è reperibile anche nella home page del Dipartimento di Sociologia dell’Università di Padova: www.sociologia.unipd.it ) con la possibilità di fare qualcosa di molto concreto per aiutarmi. Coloro che ancora non lo sanno, troveranno nello stesso sito le informazioni del caso. Riporto qui comunque, per comodità, alcune informazioni. Sono stato condannato per diffamazione aggravata a mezzo stampa (sei mesi, oltre a una pena pecuniaria di tremila euro), su querela di Adel Smith. Chi lo conosce, sa già di chi parlo. Chi ancora non lo conosce, è sufficiente che digiti il suo nome e cognome su Google, e troverà le informazioni del caso, nonché prese di posizione molto più dure delle mie, in materia.

Considero questa sentenza come diffamatoria della mia intera attività di studioso, sempre attento a cercare di capire la realtà islamica in Italia e in Europa. Ma essa è anche più grave in termini di principio: vengo condannato per delle opinioni, espresse all'interno di un libro serio, pubblicato da un editore serio, che seriamente cerca di descrivere il mondo islamico italiano, all'interno di una attività di oltre tre lustri dedicata allo stesso tema e con il medesimo impegno. Credo si tratti di un precedente gravissimo proprio sul piano dei principi, che mette in causa la libertà di ricerca accademica e di manifestazione delle proprie opinioni, incluso il diritto di critica, e si configura come un pesante atto di censura, anche preventiva, per coloro che ancora vorranno occuparsi liberamente di questi temi, di cui già oggi è così difficile trattare serenamente. Naturalmente, d'accordo con i miei avvocati e con l'editore, ricorrerò in appello, per una sentenza di cui attendo con ansia di leggere le motivazioni, per conoscere le quali dovrò purtroppo attendere i canonici tempi burocratici. E l'indulto approvato nel frattempo, tra il momento in cui avrei commesso il reato e la decisione del giudice, mi garantirà di non dover fare realmente l'esperienza del carcere. L'essere incensurato, oltre che motivo di onore, è per me oggi una garanzia ulteriore. Ma il precedente, appunto, è grave.

Vari casi, all'attenzione della pubblica opinione in questo periodo, mostrano come sia oggi diventato sempre più difficile fare ricerca e prendere posizione su tematiche religiose. E la fatica è tanto maggiore quando si tratta di islam. Per quel che mi riguarda, da sponda opposta, ho dovuto subire minacce di gruppuscoli di estrema destra solo per aver invitato un noto intellettuale musulmano a parlare nella mia università. E le posizioni mie e di molti colleghi sono oggetto occasionale di malevole e male informate attenzioni giornalistiche, solo perché non cavalcano il senso comune o non sottoscrivono l'opinione interessata di alcuni opinion leaders. Chiedo a tutti voi, se lo condividete, di firmare l'appello che trovate sul sito, e di diffonderlo tra quanti potrebbero essere interessati, in Italia e fuori d'Italia, giacchè il problema si pone anche altrove, in Europa e non solo. Chiedo anche, a chi può, di prendere posizione anche con lettere e dichiarazioni, che saranno pubblicate sul sito. Intanto, non mi resta che ringraziarvi per l'attenzione dedicatami.


venerdì 1 giugno 2007

E gli studenti

Un mio conoscente mi ha inoltrato l'email che riporto integralmente. L'iniziativa è ottima, lodevole, (il blog ne aveva già parlato). La domanda che però mi pongo è: " E inviarla anche agli studenti?" In fondo Università, Collegi e annessi vari sono giustificati dalla presenza di questi ultimi.


----- Original Message -----
To: professori.contratto@unipv.it ; ricercatori@unipv.it ; tecnici-amministrativi@unipv.it
Sent: Monday, May 21, 2007 12:06 PM
Subject: Appello Collegi

Ai Docenti e al Personale Amministrativo dell'Università di Pavia

I Collegi Borromeo, Ghislieri, Nuovo e Santa Caterina vi segnalano l'appello lanciato dai 14 Collegi Universitari italiani riconosciuti dal Ministero dell�Università e dalle Scuole Superiori Normale e S. Anna di Pisa, per invitare il Governo a rivedere il taglio del 12,5% sui finanziamenti loro destinati previsto dalla legge finanziaria 2007 e con valori probabilmente anche maggiori nei prossimi anni.

Il taglio incide pesantemente sull'erogazione di posti gratuiti e borse di studio agli studenti in condizioni economiche svantaggiate e sulla promozione di attività formative e culturali, due fra le caratteristiche più peculiari dei Collegi, che ospitano in totale circa 5000 studenti (più di 600 a Pavia), tutti selezionati per merito.

Per leggere e firmare l'appello è sufficiente collegarsi al sito della Conferenza dei Collegi www.collegiuniversitari.it (cliccare sulla banda arancione).

Grazie,

I Presidenti e i Rettori dei Collegi Borromeo, Ghislieri, Nuovo e Santa Caterina da Siena di Pavia