giovedì 8 marzo 2007

Talebani e affini


A sinistra, il Mullah Dadullah, nuovo capo dei talebani. Seguirà la linea del Mullah Omar e si ispira alle gesta di Zarqawi.
A Destra, l'arcivescovo Bagnasco, nuovo capo della CEI. Seguirà la linea di Ruini e, se Benedetto XVI chiama, lui risponde.

13 commenti:

marco_p ha detto...

Ma le "gesta" dei rispettivi Capi non sono minimamente "affini".

dreand ha detto...

Considerando i contesti differenti, e soprattutto il fatto che l' Italia dovrebbe essere una democrazia consolidata, credo che l'intervento dei capi sia altrettanto grave.

Andrea

M.R. ha detto...

mmmm. stiamo a vedere prima di giudicare....

Anonimo ha detto...

Roma, 7 mar. (Apcom) - Su vita e famiglia, sui "valori non negoziabili" è "chiaro" che "la Chiesa si trova, si è sempre trovata e si troverà in prima fila". E' questo il primo intervento pubblico del neopresidente dei vescovi italiani, monsignor Angelo Bagnasco, in una intervista al Tg1. Questi valori, poichè "appartengono alla costituzione della persona umana" vanno tutelati, altrimenti "insidiare questi valori o dimenticarli - sottolinea Bagnasco - significherebbe insidiare la stessa persona umana e la sua dignità fondamentale". "Le sfide della società contemporanea - prosegue Bagnasco - che nascono all'interno delle comunità cristiane, sono il primo obiettivo e la prima preoccupazione di noi pastori. Parliamo di vita, famiglia, ma anche educazione, importanza della libertà educativa, libertà, giustizia e pace".

Andrea

rossana ha detto...

Faccio fatica a ravvisare affinità fra talebani e CEI. Mi sembra anticlericalismo spicciolo e perdonate l'acida definizione. Ma intransigenza e conservatorismo non sono - a mio avviso - sinonimi di fondamentalismo.

Anonimo ha detto...

Io invece non faccio fatica alcuna: in uno Stato come l'Italia un gruppo religioso che fa pressioni e indirizza i voti (chiamiamolo gruppo di pressione o lobby, se volete) su materie quali sperimentazione scientifica, libertà personali, politiche sociali, è sullo stesso piano dei Talebani in un paese povero, devastato dalla guerra, incapace di avere un ordine democratico.

Un altro breve esempio, abbastanza innoquo ma indicativo, dei trait d'union: in Afghanistan i Talebani fanno distruggere musicassette e cd musicali, da noi qualcuno si vanta di aver invitato Wojtila a non partecipare al concerto di Bob Dylan nel 1997 a Bologna (in occasione di un congresso eucaristico) perché il cantante era/è simbolo della musica di intrattenimento...
Per me questo dice tanto.

http://www.apcom.net/news/cro/20070308_224204_26521c4_16207.shtml
http://today.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=entertainmentNews&storyID=2007-03-08T151400Z_01_CIN854610_RTRIDST_0_OITLR-POPE-DYLAN.XML

Andrea

Anonimo ha detto...

Siccome i link potrebbero non essere leggibili riporto delle citazioni dalle agenzie di stampa:

Reuterus Italia:
Benedetto - cardinale all'epoca del concerto di Bologna - svela l'episodio in un libro di ricordi su Wojtyla, morto nel 2005: "Giovanni Paolo II. Il mio amato predecessore".

"C'era ragione di essere scettici - io lo ero e, in un certo senso, lo sono ancora - di dubitare se davvero fosse giusto far intervenire questo genere di 'profeti'", scrive il Pontefice, menzionando tra le star che presero parte al concerto davanti a 300.000 giovani solo Dylan, che cantò davanti a Giovanni Paolo "Knockin' on Heaven's Door", "A Hard Rain's A-Gonna Fall" contro la guerra e "Forever Young", una canzone sulla speranza e il coraggio.

APcom
L'atteggiamento amichevole di Giovanni Paolo II verso al musica pop e rock non è condivisa affatto dal suo successore, il quale ha anche affermato che l'intero genere musicale è frutto dell'ispirazione di Satana e ha annullato i concerti di Natale che si tenevano in Vaticano.

Andrea

M.R. ha detto...

perplimo.
una cosa è un gruppo di pressione che spinge nei modi classici dell'occidente.

cosa ben diversa sono i talebani.

Non confondiamo. Mai.

Poi si discute se i motivi per cui un determinato gruppo spinge o meno possono essere validi o meno. Ma solo poi.

In questo caso: E' mia opinione che i teocon e i teodem siano solo una piccola minoranza retrograda, rissosa e ben organizzata. E come tali vanno trattati.

Anonimo ha detto...

come tali van trattati: specifica!

"una piccola minoranza retrograda, rissosa e ben organizzata", io aggiungerei anche "influente e temuta".

Sia chiaro che io affermo che nei due differenti contesti, posti su due piani diversi (che tu marzio distingui "occidentale" per la CEI e di conseguenza "orientale" per i Talebani), la gravità di questi è uguale.

Talebani:"oriente"=Lobby cattolica:"occidente"

L'influsso della religione nella politica mi pare che in Italia sia troppo elevata rispetto a molti altri paesi 'occidentali'.

Andrea

Alb ha detto...

In effetti...occhio a banalizzare...le lobby (o gruppi di potere) sono la norma nelle democrazie di lungo periodo, mature e in linea di massima ben strutturate. Sono parte del processo politico ed è normale che esercitino i propri interessi, condivisibili o meno. Esistono ovviamente molte altre lobby altrettanto influenti o addirittura fastidiose. Sul tuo esempio: Benedetto XVI è scettico nei confronti di Dylan e del rock? Bene. Cazzi suoi. Ma i concerti si fanno comunque e nessuno ti vieta di andarci. Quella di Bagnasco è un'affermazione come le altre, in linea con le posizioni della Chiesa che ben conosciamo. Io non la condivido. Tu neppure. Altri nemmeno. Ma ci sarà chi invece la penserà diversamente. E ciò può essere non condivisibile, certo, ma non negativo. La conclusione di m.r. è in linea con tale pensiero. Le minoranze esprimono opinioni. Ma è la maggioranza a decidere, se si accettano le regole della democrazia. Poi bisogna anche considerare quanto coraggio e quanta forza hanno o possono avere le maggioranze. Il discorso è molto molto ampio...io lancio solo qualche spunto...

Alb ha detto...

Dei talebani non ho parlato. Ma mi sembra molto azzardato paragonarli alle lobby teocom e teodem. Siamo in situazioni totalmente differenti. Da un lato democrazia, dall'altro autoritarismo conservatore e ideologia.

Anonimo ha detto...

ma in più casi abbiamo esempi di quanto la minoranza possa influenzare la politica e la società in direzione contraria alla "naturale" evoluzione dell' umanità, e non la trovo molto democratica malgrado sia inserita in un contesto democratico.

Andrea

Alb ha detto...

beh è la società (e nel processo politico la maggioranza che governa) che si deve mostrare più forte della minoranza. La lobby ecclesiale non è "antidemocratica" perchè, anche influenzando i parlamentari, agisce attraverso le dichiarazioni e il voto di questi ultimi. Anche la lobby ecologica o altre si comportano così...solo che i temi etici hanno una certa risonanza e sono più "visibili". Se poi la lobby è così forte da spostare la maggioranza dei voti dalla sua parte allora forse il problema è da un'altra parte...E ti ripeto che infastidisce anche me. Ma se si accettano le regole della democrazia (cosa che i talebani nemmeno lontanamente pensano di fare) si deve convivere con queste pressioni, almeno finchè non si sarà in grado di dimostrare l'invalidità delle tesi presentate.