lunedì 19 febbraio 2007

Io "dico" sì [atto I]

Premesso che i Dico rappresentano un notevole passo indietro rispetto a quello che si sarebbe concesso attraverso i Pacs e che la strada per introdurre in Italia numerosi diritti civili che altrove sono già regolamentati è ancora molto (molto) lunga, questo compromesso tra laici e cattolici del centro-sinistra, i Dico appunto, anche in virtù del “sempre meglio che niente”, non può che arrivare come una ventata d’aria fresca per i tanti (ma non tantissimi) italiani desiderosi di vivere in una nazione più moderna, un vero toccasana soprattutto dopo la batosta clamorosa subita nel referendum sulla fecondazione assistita.

Persistono però posizioni contrarie a questo provvedimento, accusato di scardinare la famiglia e di porre le fondamenta per la progressiva distruzione della nostra società, che secondo molti sarebbe proprio fondata sulla famiglia, a loro giudizio "sacra ed indivisibile".

Gay Pride a Parigi.

A tal proposito, alcune domande che un laico qualsiasi, anche non particolarmente arrabbiato, si pone di fronte a questo ostracismo messo in campo dalla Chiesa e da alcune frange del centro-destra:

1. Perchè l’allargamento di un diritto suscita così paura in chi quel diritto l’ha già?

2. Perché in Italia si considera come “rivoluzionario” qualcosa che non solo in altri paesi è già stato regolamentato da governi di ogni colore (vedi Aznar in Spagna), ma che già tutti percepiscono come un fenomeno ampiamente diffuso nella società?

3. Perché porre al centro sempre e solo la famiglia e mai l’individuo? Chi decide cosa sia una famiglia? Chi fornisce la sua corretta definizione? Un vescovo o un sociologo?

4. Perché molti difensori della sacralità della famiglia sono divorziati (Casini, Berlusconi)?
Oppure, votano una legge sul precariato che di fatto impedisce di avere quella stabilità economica fondamentale per mettere in piedi una famiglia? (Cdl e Margherita)
Oppure, nonostante siano sposati, fanno i cascamorti in giro come tamarri qualsiasi (Berlusconi)?
Oppure, nonostante si dimostrino favorevoli alla proposta di legge dei Dico, voteranno contro solo per fare un dispetto al governo in carica (Fini)?

Luca Restivo

3 commenti:

M.R. ha detto...

misteri a cui la nostra italietta non sa o non vuole rispondere...

Elia Belli ha detto...

Io Dico che è tutta una strana manovra... credo che la discussione sui dico all'interno dell'agenda politica sia volta a rimarcare il fatto che esista, su alcuni temi, una differenza tra destra e sinistra. Differenza che non c'è su altri punti. Ma vi rendete conto? Siamo al paradosso! I temi trasversali vengono trattati come temi politici che dividono gli schieramenti e i temi politici non vengono trattati perchè su questioni di "soldi" si è semrpe tutti d'accordo... e lì non c'è nè edstra nè sinistra... io Dico...

dreand ha detto...

Per me, come al solito, i politici cattolici sono degli integralisti. Non vedono oltre il proprio orticello e credo che le libertà che loro "impongono" siano le uniche accettabili; non capiscono ancora che, ormai, nel XXI secolo c'è un mondo "diverso" che è ben radicato e deve essere riconosciuto.