sabato 19 maggio 2007

Benedetto XVI santo subito!

Circa un mese fa il nostro amato Pontefice ha fatto visita a Pavia. Ha salutato i malati del San Matteo, ha dato la sua benedizione (in diretta su Raiuno) i pavesi dagli Orti Borromaici, con tanto di canti eseguiti dall'orchestra dell'Istituto Vittadini e infine è giunto in Università perché... boh, che dire... perché a Pavia c'è anche quella!
Tuttavia, chi è veramente Benedetto XVI? Santo subito? La BBC, televisione per definizione comunista, anticlericale, filo-governativa e sicuramente fonte non affidabile non la pensa affatto così. È infatti apparso sull'emittente citata un documentario molto interessante da cui scaturiscono molte riflessioni sulla Chiesa (metto le mani avanti: sto parlando della Chiesta, non di tutta la categoria preti; diciamo di un 90% di essi).
In particolare, in questo pezzo di vero giornalismo d'inchiesta, viene fatto vedere in che modo negli ultimi 40 anni la Chiesa abbia affrontato il problema della pedofilia tramite il documento "Crimen Sollicitationis". Per piu’ di 20 anni, sostiene l’inchiesta della tv britannica, Joseph Ratzinger ha applicato questo documento segreto del 1962 che regolamentava il modo in cui i cardinali dovevano comportarsi di fronte a casi di abusi su minori in cui si dettava un codice di segretezza a cui attenersi; pena la scomunica. Il documento prevedeva anche che il Vescovo tenesse in cassaforte lo stesso documento e non lo facesse visionare a nessuno (forse tramite questa regola non si è saputo nulla della sua esistenza per 40 anni).
Se questo non bastasse, l'amico Ratzi era già stato iscritto nel registro degli indagati per un caso di pedofilia, ma non si è mai presentato al processo. Gli stessi preti indagati, inoltre, sono stati velocemente trasferiti in Vaticano. Motivazione: nello Stato Pontificio non è previsto alcun tipo di estradizione.
Questi sono i fatti. Su questo dobbiamo pensare e ragionare, farci una nostra idea di come funziona il mondo e chiederci se non sarebbe (forse) meglio credere in un Dio totalmente slegato dal mondo terreno per salvare ciò che c'è di buono in una Chiesa ormai in decadenza.

PS: inutile dire che la TV italiana non ha mai mandato in onda il documentario, contenente interviste, documenti e testimonianze totalmente attendibili. Il 17 maggio Santoro ha annunciato che avrebbe fatto il possibile per trasmetterlo su RaiDue. A breve sapremo come andrà a finire; io un'idea ce l'ho già..., e voi?

13 commenti:

Andrea ha detto...

Ciao Zio Rufus, su youtube si trovano i video. Potresti inserire i tag dei video (così diventa più accattivante il post e la gente lo guarda qui).

Mizar ha detto...

ehi non è serio che il giornale ufficiale degli studenti scriva queste cose :D

Mizar ha detto...

scusa un'altra cosa ma tu non eri candidato di Ateneo Studenti e quindi, automaticamente, ciellino? ;D

Mahatma Tom ha detto...

Sì e no.
E' sicuramente vero che la pedofilia diffusa nella Chiesa è un grave problema, e che dalla Chiesa stessa non vengono molti ajuti alla sua soluzione, ma questo succede in qualsiasi forma associativa di uomini : accusa un professore di aver molestato una studentessa e tutti gli altri gli faranno riccio attorno. Inoltre, non ostante i casi di pedofilia abbiamo praticamente mandato in bancarotta la Chiesa Cattolica del New England, non possiamo affermare che tutta la Chiesa sia corrotta dalla pedofilia, credo che neanche l'1% dei sacerdoti possa ascriversi a questa categoria (incasso la risposta: "Ma sarebbe comunque enorme!")
In ultimo, direi che l'insabbiamento che la Chiesa effettua in questi casi è comunque una difesa dal nichilismo: visto che comunque sono casi isolati, tenerli nascosti significa non fornire armi facili a quanti se ne servirebbero per screditare tutta la Chiesa e successivamente la religione in sè. So che è un po' macchiavelliano, però è così. E sinceramente condivido.
Hope it helps. Shalom a tutti.

dreand ha detto...

Salam mahatma tom.
Il punto è questo: la chiesa predica bene e razzola male non punendo in maniera adeguata i colpevoli. Non mi sembra così giusto che un prete che ha commesso molestie venga semplicemente mandato in un'altra parrocchia...
Se il papa afferma di scomunicare i politici a favore dell'aborto (vedi quanto affermato in Brasile), perché non fa altrettanto (o anche qualcosa di più forte) verso i suoi confratelli che abusano dei bambini?!

Mahatma Tom ha detto...

Hai ragione, la chiesa non dovrebbe punire i politici antiabortisti, anche perchè la chiesa da sempre non ha nessuna idea di cosa sia una vera punizione, in questa morale da schiavi liberati non esiste un'ingiustizia che un uomo possa riparare da vivo, solo il perdono. Good point for you. Se però poniamo che una chiesa che razzola male può comunque dare buoni frutti tra gli uomini, è meglio una chiesa che razzola male o nessuna chiesa? E' un po' come il pianista nel west, suona male ma non lo possiamo ammazzare perchè è l'unico che abbiamo.

Mahatma Tom ha detto...

Ovviamente intendevo abortisti

Anonimo ha detto...

Mi fa molto piacere trovare questo post! Avevo visto il video dopo un passaparola ed in effetti è agghiacciante.
A mia volta lo segnalai.
Dopo di che lo trovai linkato alle pagine dell'UAAR.
Poi sul sito di Grillo.
E ora qui!

Sono molto contento: diffondere le informazioni è l'unica salvaguardia contro la tirannia.

Già che c'ero, ho aggiornato wikipedia.
http://it.wikipedia.org/wiki/Critiche_alla_chiesa_cattolica

Mizar ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Mizar ha detto...

qualcuno che ha qualcosa contro il documentario però c'è.
E non pare avere tutti i torti
http://www.carlopanella.it/web/dett-edi.asp?ID=265

Alberto ha detto...

ma nemmeno tutte le ragioni.....

Mizar ha detto...

anche questo è vero.

Anonimo ha detto...

GLI EDITORIALI DI ANTONELLO DE PIERRO DIRETTORE DI ITALYMEDIA.IT

Finalmente liberi!

di Antonello De Pierro

Era ora! La legge che pone fine all’obbligatorietà del servizio di leva è finalmente una realtà. Termina così la girandola di amarezze e delusioni che la stragrande maggioranza dei nostri giovani, chiamati ad assolvere gli obblighi di leva, è stata da sempre costretta ad incassare, perdendone abbondantemente il conto. Il festival dell’ingiustizia, delle assegnazioni e dei trasferimenti incredibili, decisi al tavolo delle raccomandazioni e dei clientelismi, senza nessuna logica o pudore di sorta: soldati spediti da Palermo a Udine, braccia “rapite” dallo Stato a famiglie bisognose, e rampolli privilegiati, parcheggiati nell’ufficio dietro casa. Il Rubicone della vergogna, attraversato sfacciatamente dai burattinai degli uffici di leva e delle caserme, muovendo inesorabilmente i fili del destino di ragazzi impotenti, spesso sacrificati sull’altare di frustrazioni personali dei superiori, finalmente sta per prosciugarsi. La “pacchia” dei graduati, abilissimi nel sottomettere giovani inermi, facendosi scudo con le opinabilissime leggi militari, che schiacciano, marciandoci sopra con i cingoli, la loro dignità, inizia a intravedere il tramonto. Chi pulirà le caserme, i “cessi” putridi e puzzolenti, le stanze e gli uffici degli ufficiali e dei “marescialloni” spocchiosi? Chi spazzerà i cortili per ore, spettacolo preferito dalle pupille dei graduati, attenti affinché venisse raccolta anche la “cicca” più minuscola (ottimo esercizio per chi avesse voluto impiegarsi come operatore ecologico al termine del servizio di leva, ma perfettamente inutile per la formazione di un soldato)?Chi impartirà lezioni gratuite di latino, greco, matematica o fisica ai figli “somari” di colonnelli e generali, quando il ragazzo laureato preferirà affrettassi a trovare qualche spiraglio nel muro di gomma del mondo del lavoro, piuttosto che seppellire un anno della sua vita nello squallido grigiore di una caserma? Particolarmente difficile appare in questi giorni penetrare quel guscio di riservatezza, che protegge come un’armatura l’universo militare dal mondo dei civili. Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha dribblato con sorprendente abilità la richiesta di un’intervista da parte del nostro giornale. Ma noi, che non amiamo assolutamente mettere il morso alla nostra inarrestabile voglia di verità, non possiamo sorvolare su gravi episodi legati alla moritura “naja”, nutrendoci al banco della nostra esperienza diretta, dove troviamo ricordi che ancora passeggiano vivi nella nostra memoria. Come possiamo non toglierci il sassolino dalla scarpa, foderandoci gli occhi con il prosciutto, di fronte alla verità che preme per scivolare tra le righe di un foglio provvisorio di giornale? Per ognuno un film lungo un anno e con all’incirca lo stesso copione, fatto di angherie, soprusi, arbitrarie privazioni della libertà personale. Un anno trascorso vivendo di nulla ai margini del nulla, con la rassegnazione pronta a spegnere immediatamente qualsivoglia ruggito di vitalità. Finalmente si volta pagina. Agli occhi di chi scrive la memoria mette a fuoco fotogrammi spaventosi. Ragazzi avviluppati dalla spirale del sistema militare, privati della volontà, della dignità stessa di esseri umani, ridotte a puro sussurro. Costretti a subire turpiloqui e ingiurie a più non posso, senza la possibilità di reagire; a mangiare con le mani e ad elemosinare un bicchiere d’acqua nella desolazione dell’Ospedale Militare di Firenze; a dormire con cinque coperte e cinque maglioni in gelide camerate senza riscaldamento (naturalmente nelle camere confortevoli degli ufficiali il caldo era insopportabile); a subire incredibili atti di “nonnismo”, a fare flessioni sulle braccia, portando il naso a due dita da una nauseante quantità di “merda”, troneggiante in bella mostra sul biancore di una “turca”. E molto altro congelato nei file mnemonici degli sventurati protagonisti. Spesso qualcuno più debole non ha retto e ha deciso di chiudere i conti con la vita prima del congedo. Con sorprendente rapidità, sugli scandali sanguinolenti, è sceso sempre puntualmente il velo del silenzio e dell’omertà.
Tutto ciò sarà presto finito. Finalmente!